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view post Posted on 20/9/2009, 12:25 by: SUPERMARCO99P_QUOTE

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Last Post by: SUPERMARCO99 (20/9/2009, 12:25)
 

B_NORM    
view post Posted on 14/8/2009, 10:31 by: SUPERMARCO99P_QUOTE
Nell'ultimo rapporto sulla competitività digitale appena rilasciato, l'Unione Europea parla di sorpasso sugli Stati Uniti, di una potenziale nuova locomotiva economica tutta interconnessa e di una banda larga presente in pianta stabile nella maggior parte delle abitazioni del Vecchio Continente. Nello studio si dà conto del progresso fatto delle tecnologie digitali nel corso degli ultimi cinque anni, e i risultati non darebbero adito a dubbi sul trend in crescita e le sue ovvie implicazioni economiche e sociali.

Il dato più importante contenuto nel rapporto è certamente quello dato dal livello di utilizzo regolare della rete nel territorio dell'Unione Europea, stimato nel 56 per cento al 2008 per una crescita, dal 2004, pari a un terzo. Metà delle abitazioni è dotata di una connessione broad band, dice la Commissione, mentre la percentuale sale all'80 per cento se si considerano gli utilizzi di tipo aziendale.

Secondo la UE i maggiori utilizzatori di Internet sono gli utenti di età inferiore ai 24 anni, il 66 per cento dei quali naviga sul web con regolarità giornaliera contro il 43 per cento delle altre tipologie di utenza. Tra molte luci c'è anche qualche ombra: più di un terzo dei refusenik digitali dice di non vedere la necessità di una connessione, mentre un quarto non se la può permettere.

Un dato che sarebbe certamente interpretato come negativo da parte dei maggiorenti dell'industria multimediale è quello che evidenzia la forte presa del concetto di gratuità tra gli internauti più assidui: tra i netizen junior (16-24 anni) il 73 per cento produce e condivide contenuti online, percependo come normale la libera disponibilità e circolazione dei suddetti contenuti senza che vi sia la necessità di pagare anche un solo centesimo. Il 33 per cento dei netizen junior, e questo all'industria farà piacere ancora meno, non ha nessuna intenzione di pagare per quanto è ospitato online, una percentuale doppia rispetto alla media europea delle altre fasce di età.

"L'economia digitale europea ha un enorme potenziale per generare grandi ricavi economici in tutti I settori", ha commentato il Commissario per la Società dell'Informazione e i Media Viviane Reding, sostenendo che "per trasformare questo vantaggio in crescita sostenuta e nuovi lavori, i governi devono dimostrare la propria leadership adottando politiche coordinate in grado di smantellare le barriere esistenti ai nuovi servizi".

Va assolutamente raccolta l'opportunità di crescita data da una nuova generazione di europei in grado di determinare il futuro mercato europeo, dice il Commissario Reding, richiamando la necessità di fornire a questi "nativi digitali" una possibilità "facile ed equa" di accesso ai contenuti digitali. Una nota negativa va in direzione dell'Italia, che dal rapporto emerge come la Cenerentola d'Europa in quanto a utilizzo generale della rete e diffusione...

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Last Post by: SUPERMARCO99 (14/8/2009, 10:31)
 

B_NORM    
view post Posted on 14/8/2009, 10:29 by: SUPERMARCO99P_QUOTE
Quest'anno la cronaca mi è venuta in aiuto con molti spunti adatti per realizzare il "pezzo" per la pausa estiva. Gli spunti sono tutti negativi e ne avrei fatto volentieri a meno, ma potrebbero essere di avvertimento ed educativi, per cui vale la pena riparlarne.

Amazon ha usato un DRM per cancellare senza preavviso proprio il libro "1984" di George Orwell dallo scaffale elettronico di alcuni dei loro clienti Kindle. Se me l'avessero proposto come spunto narrativo l'avrei giudicato troppo incredibile, al limite del ridicolo ed inadatto persino per una storia di fantasia.

E che dire di eBay e Skype, in balia del brevetto software di un'oscura compagnia di proprietà dei programmatori originali di Skype, e vittima di una scontro legale che potrebbe portare all'estinzione del più notevole fenomeno di massa del VoIP? Non bisogna farsi distrarre e considerare questo caso diverso da altri analoghi per il fatto che siano i reali inventori dell'algoritmo a detenere il brevetto.

E si potrebbe continuare ricordando le installazioni dei rootkit SONY/BMG sui PC dei loro clienti, che tanto non se ne sarebbero nemmeno dovuti preoccupare non sapendo cosa fosse un rootkit, oppure la cancellazione dagli scaffali del negozio telematico di Apple delle applicazioni, tutte debitamente autorizzate ma entrate in contrasto con le alleanze commerciali della più affascinante tra gli imprigionatori di utenti.

"Roba vecchia e ritrita" direte voi. Certo è roba già ascoltata, ma forse non bene inquadrata, non connessa con altre lezioni della storia recente.
Sembrano episodi di cronaca separati, isolati e "piccanti", ma sostanzialmente non collegati tra di loro, invece non solo lo sono, ma sono del tutto simili ad altri del passato, più o meno famosi e sensazionali.

Sono del tutto simili ad altre situazioni in cui aziende nazionali o multinazionali
notoriamente e "naturalmente" prive di morale hanno realizzato della attività economiche in maniera così "immorale" da suscitare indignazione, azioni pubbliche, talvolta riforme legislative e cambiamenti di leggi totali o almeno parziali.
In questa raccolta di fatti immorali citiamo in ordine sparso l'uccisione dei cuccioli di foca, tramortiti a bastonate e scuoiati ancora vivi, mettiamoci le balene uccise dalle baleniere dei buongustai giapponesi e perché no, le sperimentazioni dei cosmetici e dei prodotti chimici su animali da laboratorio.

Per non sovraesporre gli animali a danno degli uomini, citiamo i bambini del sud-est asiatico che si congelano le mani e perdono le dita sgusciando i gamberetti congelati che finiscono sulle nostre tavole, mettiamoci anche i coltivatori sudamericani di cacao e caffè ridotti alla fame, perché i loro prodotti vengono comprati a prezzi bloccati e irrisori da quasi-monopolisti, e perché no i 15mila morti e i 150mila invalidi di Bhopal, vittime di un pericoloso im...

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Last Post by: SUPERMARCO99 (14/8/2009, 10:29)
 

B_NORM    
view post Posted on 14/8/2009, 10:27 by: SUPERMARCO99P_QUOTE
Google Translate potrebbe presto trovarsi davanti un'alternativa che sembra avere tutte le carte in regola per competere nel campo dei traduttori online. Si chiama MyMemory, è un progetto collaborativo creato dalla italiana Translated ed è apparso in Rete in questi giorni come beta.

MyMemory si avvale di un traduttore automatico al quale però sono affiancati contributi pescati direttamente dalla Rete oppure redatti da circa 36mila interpreti professionisti. Una combinazione macchina-uomo in cui la prima esegue una traduzione letterale, mentre il secondo fornisce frasi (al momento più di 150 milioni) che inquadrano il termine ricercato in vari contesti.

Una volta impostata la ricerca MyMemory presenta i risultati ingabbiati in celle: una soluzione che ricorda per certi aspetti Google Squared e che ne riprende alcune caratteristiche, come la possibilità di migliorare o valutare i risultati.

Al momento sono supportati più di 80 diversi idiomi, anche se tentando una traduzione dal francese alla lingua creola haitiana derivata proprio dal francese non si ottengono molti risultati: segno che gli sviluppatori stanno ancora lavorando con i traduttori per implementare vocaboli e frasi anche di lingue poco diffuse, come appunto quelle creole.

Proprio agli sviluppatori è dedicata una pagina del sito in cui si possono ottenere delle API, utili per chi volesse includere MyMemory come tool di traduzione in una propria applicazione.

Entro la fine del 2009 il database dovrebbe arrivare a contenere circa 300 milioni di frasi, raddoppiando le dimensioni attuali e fornendo un servizio sempre più accurato. Il tutto effettuato secondo la filosofia Wiki.
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Last Post by: SUPERMARCO99 (14/8/2009, 10:27)
 

B_NORM    
view post Posted on 14/8/2009, 10:26 by: SUPERMARCO99P_QUOTE
Per Microsoft, agosto si riconferma un mese molto caldo anche sul piano della sicurezza. Il prossimo martedì BigM ha infatti pianificato la pubblicazione di nove bollettini di sicurezza, cinque dei quali classificati con il massimo grado di importanza.

I bug più seri, sfruttabili a distanza per eseguire del codice potenzialmente dannoso, interessano Windows 2000, Windows XP, Windows Vista, Windows Server 2003 e 2008, Remote Desktop Connection Client for Mac, Office 2000, XP e 2003, Microsoft Office Small Business Accounting 2006, Visual Studio.NET 2003, Microsoft Internet Security and Acceleration Server 2004 e 2006, e BizTalk Server 2002.

Le altre falle, classificate "importanti", interessano invece Windows e il MS.NET Framework, e possono essere utilizzate per eseguire del codice a distanza (ma con vari fattori mitiganti), per l'elevazione dei privilegi o per il lancio di attacchi denial-of-service.

Come tradizione, per conoscere tutti i dettagli sulle vulnerabilità sarà necessario attendere l'effettiva pubblicazione dei nuovi bollettini. Alcuni esperti di sicurezza suggeriscono tuttavia che buona parte delle patch agostane sono ancora legate al recente bug dell'Active Template Library (ATL), alla risoluzione del quale Microsoft ha già dedicato due recenti bollettini di sicurezza straordinari. Le patch di fine luglio hanno corretto il problema laddove questo rappresentava una minaccia più urgente, ossia nel controllo ActiveX MSVidCtl, mentre le prossime dovrebbero stuccare la falla in diversi altri componenti di Windows.

Microsoft deve peraltro ancora correggere una vulnerabilità riguardante Office Web Components (OWC), una serie di controlli ActiveX opzionali forniti insieme a Office XP/2003, BizTalk, ISA Server, Office Accounting e Business Contact Manager. Probabilmente la relativa patch farà parte dei bollettini attesi la prossima settimana.
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Last Post by: SUPERMARCO99 (14/8/2009, 10:26)
 

B_NORM    
view post Posted on 14/8/2009, 10:25 by: SUPERMARCO99P_QUOTE
Il rientro dalle ferie, e la fine della stagione estiva, vedranno Apple e Microsoft fronteggiarsi direttamente su più fronti. Il primo, e probabilmente più importante, è una nuova versione del sistema operativo: Snow Leopard per Apple e Windows 7 per Microsoft.

Snow Leopard siglerà il passaggio definitivo di Apple alla piattaforma Intel: la nuova release di Mac OSX non sarà infatti disponibile per i "vecchi" processori PPC, nemmeno per i G5. Scelta difficile da digerire ma che ha consentito ad Apple di intervenire pesantemente a livello di ottimizzazione del codice creando un sistema che, almeno sulla carta, sarà più snello (dovrebbe occupare metà dello spazio di Leopard) e più performante - grazie al supporto completo dei 64 bit, con un Finder completamente riscritto e nuove tecnologie quali Grand Central Dispatch e Open CL.

Anche Microsoft, dal canto suo, con Seven ha fatto un grosso lavoro di ottimizzazione del codice, tanto che la retrocompatibilità con XP (la versione di Windows che finora ha avuto il maggior successo) sarà assicurata solo da un sistema di virtualizzazione, la cosiddetta "modalità XP", che non è la "modalità compatibilità" presente in Vista ma una vera e propria macchina virtuale, e sarà disponibile (non su tutte le macchine) solo con certe versioni di Windows 7.

Il nuovo sistema operativo di Redmond sembra più prestante di Vista, e il taglio netto col passato potrebbe consentire a Microsoft di ripartire con nuovo slancio, visto che le ultime statistiche di Markershare vedono Microsoft perdere lentamente, ma in maniera costante, piccole quote di mercato, mentre Apple cresce di pari passo.

C'è da dire che se Apple ha abituato utenti e sviluppatori a questi tagli drastici (prima da 68K a PPC, poi da MacOS-Classic a Mac OSX, e ora da PPC a Intel), la storia di Microsoft è un po' diversa, e questo taglio deciso (che porterà sicuramente dei vantaggi per gli utenti) potrebbe non essere visto di buon occhio, almeno inizialmente: il primo scontro sulla lunga distanza, basato sulle prenotazioni fatte su Amazon, vede Snow Leopard partire in vantaggio.

Nonostante Microsoft detenga oltre il 90 per cento del mercato, contro un 5 scarso di Apple, per cercare di contrastare l'attuale tendenza (evidenziata anche dagli ultimi risultati fiscali), Microsoft inaugurerà a breve i suoi Microsoft Store, facendo concorrenza diretta agli Apple Store. Si tratta a tutti gli effetti di un faccia a faccia reale, visto che uno dei primi negozi marchiati Microsoft aprirà i battenti in California, in un centro commerciale dove è già presente un Apple Store. Assisteremo a sfide del tipo "chi realizza la coda più lunga" in occasione dell'uscita di nuovi prodotti? Difficile dirlo, anche perché prima di tutto occorrerà verificare se i Microsoft Store riusciranno ad ottenere lo stesso appeal dei negozi con la mela.

L'impostazione è la stessa, ma è il prodotto i...

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Last Post by: SUPERMARCO99 (14/8/2009, 10:25)
 

B_NORM    
view post Posted on 10/8/2009, 19:45 by: SUPERMARCO99P_QUOTE
Come i "classici" serial sudamericani di amore, potere e governanti col reggicalze, anche la telenovela tecnologico-commerciale di The Pirate Bay non manca di riservare una puntata diversa a ogni sorgere del sole. Nell'episodio precedente i tre admin della Baia erano stati chiamati in causa dalla lobby olandese del copyright BREIN, mentre trapelavano voci sulle difficoltà dell'accordo per la vendita dell'ex-portale pirata. Oggi quelle voci diventano una quasi certezza e l'industria dell'intrattenimento fa ancora una volta la voce grossa per tagliare fuori dalla rete i server del tracker - ancora operante - di TPB.

Nella telenovela di The Pay Bay mancheranno forse i reggicalze e le scappatelle sessuali nel cuore della notte, ma di certo non mancano pathos e colpi di scena: i quattro uomini riconducibili in qualche modo alle attività di TPB sono stati condannati alla galera e a multe salatissime, ma al di là di questo al momento poco è cambiato nell'attività di file sharing veicolata dal motore di ricerca e dal tracker del portale.

Una situazione inaccettabile, almeno dal punto di vista delle major multimediali che già avevano provato, dopo la schiacciante vittoria iniziale, ad aumentare la pressione legale sui responsabili della Baia chiedendo la cessazione delle attività del sito e nuove pene pecuniarie per ogni giorno di sharing in più. Allora furono le etichette discografiche a fare la voce grossa, mentre oggi è il turno della lobby hollywoodiana provare a fare lo stesso pretendendo l'intervento di un giudice a cancellare per sempre TPB dalla Rete.

La nuova minaccia legale a una Baia in piena mutazione include nomi pesanti del calibro di Columbia, Disney, NBC, Paramount, Sony, 20th Century Fox, Universal e Warner, tutti concordi nel chiedere il blocco definitivo dell'infrazione di copyright condotta per mezzo della Baia assieme alla cessazione della fornitura di banda da parte del provider Black Internet AB. Sono centinaia gli show televisivi e cinematografici "piratati" ogni giorno sul portale svedese, accusano gli studios, e considerando che con l'appello in arrivo il processo potrebbe durare anni l'industria vuole che la Baia termini qui e adesso tutte le sue attività.

Alle richieste delle lobby multimediali risponde il portavoce di TPB Peter "Brokep" Sunde, che con il solito stile smargiasso e disinteressato dice che Hollywood sta provando a denunciare qualcuno che nemmeno vive nella giurisdizione interessata (in questo caso Stoccolma), pretende di accollare alla crew della Baia una proprietà (quella della Baia stessa) che non è più tale dal 2006 e sta in realtà cercando come può di mettere i bastoni tra le ruote all'accordo per la cessione del sito alla società svedese Global Gaming Factory.

Cessione che, a conti fatti, appare sempre più improbabile con il passare del tempo e l'emergere di nuovi retroscena a dir poco rivelatori:...

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Last Post by: SUPERMARCO99 (10/8/2009, 19:45)
 

B_NORM    
view post Posted on 10/8/2009, 19:42 by: SUPERMARCO99P_QUOTE
Brutta avventura quella capitata a TheGeeker, nickname dietro cui si cela il gestore del portale BitTorrent FileSoup (di base nel Regno Unito), una delle più vecchie community BT ancora attive sulla "scena" del file sharing. Le cronache dicono che alla fine di luglio l'uomo è entrato in contatto con l'antipirateria di sua maestà, poliziotti supportati dal noto gruppo Federation Against Copyright Theft (FACT) che gli hanno messo a soqquadro la casa, lo hanno trattenuto in cella pare senza garantirgli tutti i diritti che gli erano dovuti secondo la legge.

I bobby si sono mossi in relazione all'attività di sharing veicolata da FileSoup, un portale in circolazione dal 2003 (più vecchio di 9 mesi rispetto a The Pirate Bay) ma che dal 2005 ha abbandonato la funzionalità da tracker per limitarsi a mantenere online un database di link a torrent disponibili altrove. TheGeeker è stato arrestato per sospetto download di opere cinematografiche "illegali", nell'ambito di un'indagine attiva sin dal febbraio del 2009.

Ma piuttosto che a un downloader il trattamento riservato all'uomo dagli ufficiali di polizia farebbe pensare più a un pericoloso criminale di tutt'altro spessore: nell'arco delle oltre 12 ore in cui è stato trattenuto in custodia, TheGeeker si è visto ripetutamente rifiutare la richiesta di avvertire qualcuno di quanto gli fosse capitato e della necessità di dar da mangiare al suo cane, oltre che di chiamare un avvocato.

L'ispettore aveva posto il blocco sulle comunicazione da e verso il "pericoloso downloader" fino a ulteriore notizia, gli hanno poi detto i poliziotti, che nel frattempo hanno provato a fargli firmare una lista di 12 pagine contenente i beni sequestrati in casa sua. "Per chi mi hanno preso, per un completo idiota?!?" ha commentato in seguito TheGeeker, lamentandosi del tentativo di estorcergli conferme senza che lui potesse verificare materialmente alcunché.

Quando le misure cautelari nei confronti del pericoloso criminale-downloader si sono allentate, TheGeeker ha potuto avvalersi di una rappresentanza legale e ha messo in dubbio la valenza penale del "reato" di download, un tipo di "crimine" più adatto all'ordinamento civile - anche se, nella versione FACT, le donazioni ricevute da siti come FileSoup andrebbero rubricate alla voce "profitti" rimescolando radicalmente le cose.

Dopo essere stato costretto a spiegare con dovizia di particolari come funzionasse BitTorrent nel corso dell'interrogatorio - argomento evidentemente ostico per gli efficienti attivi della polizia britannica - il "criminale" è stato rilasciato su cauzione e senza incriminazione, ma con l'obbligo di tornare a fare quattro chiacchiere con gli investigatori entro ottobre.

A TheGeeker la polizia ha fatto poi sapere che i beni sequestrati sono ora in possesso dei mastini di FACT, ma la sorp...

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Last Post by: SUPERMARCO99 (10/8/2009, 19:42)
 

B_NORM    
view post Posted on 10/8/2009, 19:41 by: SUPERMARCO99P_QUOTE
I "pirati" del file sharing sono uniti sotto il jolly roger di BitTorrent, condivisori all'unisono dei contenuti più popolari indipendentemente dalla lingua dei suddetti e dal paese di residenza. È questo il dato più rivelante che si ricava da un nuovo studio presentato nel corso di un convegno a Stoccolma, in cui i ricercatori hanno accorpato i risultati delle analisi dei trend di download sul network di distribuzione iper-veloce inventato da Bram Cohen quasi due lustri or sono.

Lo studio prende in esame due swarm BitTorrent (ospitati sul tracker di The Pirate Bay) al picco della condivisione agli inizi di giugno, vale a dire l'action movie hollywoodiano Push e il thriller d'azione The Sniper del cinema di Hong Kong. I due download sono stati scelti per la loro popolarità nonostante le evidenti differenze culturale, essendo il primo un rip in lingua inglese e il secondo un fansub parlato in dialetto cantonese con sottotitoli nella lingua d'Albione.

"Davamo per scontato che The Sniper avrebbe attratto gli interessi di una popolazione che parlasse cantonese e Push un tipo di pubblico che parlasse inglese", dice il ricercatore di Bell Labs Vijay K. Gurbani autore dello studio, ma all'atto pratico le cose hanno assunto una piega del tutto inaspettata visto che i download del fansub cinese The Sniper sono risultati essere più popolari negli Stati Uniti che in Cina.

Su BitTorrent la territorialità non esiste, rivela lo studio, anzi su può anche dire che il file sharing sia uno dei fenomeni tecnologici più globali in assoluto considerando che sugli oltre 120mila peer attivi sui due download (122.437 per The Sniper e 136.259 per Push) il numero di paesi coinvolti supera abbondantemente i 150 (165 per The Sniper e 159 per Push) nell'arco della settimana presa in esame.

La maggiore fetta di utenti-condivisori continua a essere di matrice statunitense, continua lo studio, ma i 165 paesi toccati dallo swarm di The Sniper (sui 192 riconosciuti dalle Nazioni Unite, dice Gurbani) dimostrano chiaramente la pervasività di un fenomeno, quello della condivisione su reti peer-to-peer, che nel complesso è qui per restare.

Una caratteristica già abbondantemente nota e che viene ulteriormente confermata è la tendenza della rete BT a favorire lo scambio di contenuti "freschi", con un punto di "maturità" raggiunto in pochi giorno e oltre il quale gli swarm degradano e i peer cominciano a farsi meno affollati. Il rapporto tra seeder e leecher si stabilizza a partire dal quinto giorno di condivisione, dice lo studio, oltre l'interesse cala così come la disponibilità di parti fresche da scaricare.
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Last Post by: SUPERMARCO99 (10/8/2009, 19:41)
 

B_NORM    
view post Posted on 10/8/2009, 19:40 by: SUPERMARCO99P_QUOTE
Quando si scarica, in genere, si finisce su The Pay Bay (ex-Pirate): e The Pay Bay e il suo improbabile futuro di hub multimediale a tanti zeri sono notoriamente tra i temi tecnologici più chiacchierati da un po' di settimane a questa parte. L'ultima puntata della telenovela aveva riservato sorprese niente affatto piacevoli in merito all'acquisizione del portale da parte di Global Gaming Factory e alla sua situazione legale nei tribunali di mezzo mondo, mentre questa volta è GGF a dispensare ottimismo a piene mani e a rassicurare, per l'ennesima volta, che il sole splende alto e forte sul glorioso futuro di dollari e stock option di The Pay Bay.

Nel futuro c'è ad esempio una possibile quotazione del titolo nel listino americano del NASDAQ, una prospettiva che si sarebbe liquidata come risibile solo poco tempo addietro e che invece adesso GGF dà per probabile. "Stiamo valutando la possibilità di far inserire l'operazione nella lista dell'indice Small Cap del NASDAQ", dice senza ombra di ilarità il CEO di GGF Hans Pandeya, che al momento manca ancora dei fondi necessari a concludere l'acquisizione del portale ma che evidentemente pensa già in grande per il nuovo acquisto della sua società.

L'affascinante idea del brand "The Pirate Bay" in lista tra i titoli tecnologici di Wall Street, accanto a nomi come Microsoft, Adobe ed Electronic Arts, avrebbe secondo Pandeya un suo perché in virtù della forte presa della Baia (o a questo punto del suo ricordo) nel mercato nordamericano, e non a caso le parti che più hanno espresso interesse in tutta l'operazione The Pay Bay sono - sempre secondo quanto sostiene Pandeya - riconducibili al mercato USA.

GGF continua insomma ad alimentare grandi speranze per tutti e rassicura: gli utenti di The Pay Bay nemmeno noteranno la differenza tra il "prima" e il "dopo" la mutazione di pelle dell'ex-ricettacolo prediletto dai bucanieri del P2P, mentre tutti gli ostacoli ancora presenti sul cammino di dollari della Baia verranno risolti in tempo.

GGF troverà i soldi (che non ha ancora), risolverà i guai legali del sito (che rimane il nemico numero uno dell'industria multimediale nei sette mari e sui cinque continenti) e riuscirà a portare a termine quello che nessuno è ancora riuscito a fare, vale a dire strappare un super-fanta-mega-accordo con i maggiorenti del copyright capace di coprire tutti, dalle Big Four del disco all'intera Hollywood, passando per le etichette indie, il produttore di quartiere e i network televisivi.

Riguardo alle major musicali un accordo sarebbe prossimo, dice Pandeya, anche se non specifica null'altro se non che si tratterebbe di una delle Big Four di cui sopra (quindi EMI, Universal, Sony Music o Warner Music). GGF pensa in grande anche per il "dopo" The Pay Bay, sostenendo di voler assimilare l'intera scena del P2P facendo acquisti tra gli altri porta...

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